Taglio il traguardo a braccia levate!

Sal Passarella scrive poesie un po’ sconce a sfondo erotico, dovendosi leggere detto aggettivo ora per amore ora per sesso, a seconde del suo umore. Di questo parlano anche i suoi spettacoli. Mentre facciamo colazione ci recita alcuni versi tratti dall’ultimo lavoro che sta scrivendo, un lungo poema che ripercorre la storia dell’eros raccontato dai tempi degli assiri e dei babilonesi fino ai nostri giorni. Due anni fa avrebbe dovuto portarlo in scena proprio a Milano, ma si ruppe una gamba pochi giorni prima della data prevista per il debutto. Rimasto bloccato, ne ha approfittato per riscrivere il testo e arricchirlo, e stamattina andrà appunto in ospedale per discutere di quando gli toglieranno la maledetta placca che gli hanno messo per tenere fermo l’osso, che gli impedisce di calcare le scene leggero come vorrebbe. Guarito è guarito, ormai… solo qualche mese per la riabilitazione e poi…

Prima di ripartire mi godo un poco il fresco sul balcone e la vista.
Dicono che quando tira maestrale e il cielo è terso può capitare di vedere riflesso all’orizzonte il monte di Lampedusa. Quel che si dice un miraggio, in piena regola. Ma l’aria deve essere secca e invece in questo istante spira un umido scirocco.

I vicini che ieri pulivano mandorle oggi non ci sono. Ne hanno lasciata in terra una quantità spropositata, una striscia di almeno quattro metri. Mi spiegavano che ci vogliono tre giorni di lavoro per metterne insieme un quantitativo che al mercato non vale più di cento euro, sicché è un lavoro che in campagna si fa solo per passione. E perché lasciar marcire tutto sugli alberi sarebbe davvero peccato!
Qui di mandorli ce ne sono moltissimi. Ricoprono la collina fino alle prime case più sotto. Ne avranno pure per una settimana, ma oggi si son presi un giorno di riposo, evidentemente.

Bene, è ora di mettersi in viaggio, anche perché la via di oggi porta dritta al traguardo. Esaltata dalla sfida la piccola si mangia la statale che corre verso Palermo d’un sol boccone e io passo sotto la bandiera a scacchi a braccia alzate esattamente alle quindici e zero cinque!