Viva Verdi!

Nell’anno del centocinquantesimo d’Italia capitare per caso a Busseto è più che una fortuna. Qui, infatti, per la precisione nella frazione di Roncole, nacque il compositore più amato d’Italia nel lontanissimo 1813: Giuseppe Verdi. Io che sono arrivato a Busseto non me ne accorgo nemmeno, ma passando lungo la statale vedo alla mia sinistra un arco. Mi fermo, butto un occhio, giro la macchina e parcheggio. Ci passo sotto a piedi e come per magia mi ritrovo nella piazza principale del paese, nella quale troneggia fiero e un po’ annoiato il Nostro.

La noia è comprensibile perché il paese, che pur si presenta piacente, è pressoché deserto. Un gruppetto di anziani batte le briscole sul tavolo del bar della piazza, due ragazzi non più in età da scherzi si lamentano che ormai di gavettoni come una volta non se ne vendono e una nonna alquanto in carne spinge con affanno la carrozzina col nipotino. Non succede altro.
Entro al bar della piazza e chiedo un caffè alla barista: è l’unica cosa che posso fare.
Non è neanche male. La barista è contenta che sia successo qualcosa di nuovo ma lascia intendere che in fondo sta bene anche senza. E così pare anche il resto del paese.
Via, di nuovo in movimento. La statale passa proprio davanti alla casa natale di Giuseppe Verdi, a Roncole, sicché non fermarsi a dare un’occhiata è un delitto. In realtà si tratta di un vecchio cascinale neanche tanto grande, come ce ne sono diversi sparsi a punteggiare la campagna padana. Però è antico, l’hanno riaddobbato con qualche cimelio e, soprattutto, ci è nato il Maestro.

La visita è rapida e tutto sommato interessante e mi sarà sicuramente utile per i prossimi cruciverba.

Esco con la voglia di un altro caffè e scopro così che proprio dietro la casa natia di Giuseppe Verdi c’è quella dove abitò un altro illustre italiano, famoso per tutt’altri meriti. Trattasi di Giovannino Guareschi, che i più di voi conosceranno per le avventure di Don Camillo e Peppone e per la storia dei comunisti trinariciuti. Questo connubio tra Verdi e Guareschi, tra l’Italia delle questioni nazionali e quella delle beghe di quartiere, mi pare davvero un paradigma, per quanto questi due mondi sono ancora oggi così vicini e così distanti.

Ma la vera attrazione del posto è la Jeep di Giovanni: targa oro ASI, è una di quelle che ha fatto lo sbarco in Normandia! E’ parcheggiata proprio davanti alla casa di Verdi e io ci metto affianco la mia piccolina. Giovanni mi spiega che è un mezzo in tutto originale, ma che è il meno pregiato della collezione.

Già, perché loro di Tracce di storia (così si chiama l’associazione di cui fa parte) ne hanno di mezzi, pure carrarmati veri e cingolati e impianti radio funzionanti della seconda guerra mondiale, e ogni tanto ci fanno i raduni e le rievocazioni storiche in giro per il mondo, con tanto di divise, elmetti d’epoca e quel che serve. Roba da matti…