La città bianca

Paolo e Pino, che mi hanno preceduto, hanno preso in affitto un piccolo appartamento ricavato in un sasso, nella zona vecchia di Matera, proprio accanto al Duomo. Qui una volta – neanche tanto tempo fa, per la verità – si viveva in dieci tutti nella stessa casa, scavata nella pietra, assieme al mulo, ai polli e al cane. Oggi Patrizia, l’architetto che ha rimesso a posto la casa, ne ha fatto un piccolo gioiellino, perfetta sintesi di tradizione e modernità. Poche cose essenziali, molti pezzi di recupero, semplicità e buon senso: una ricetta perfetta, non c’è che dire.

I sassi di Matera sono in origine abitazioni poco più che trogloditiche. Ricordano certi insediamenti della Cappadocia, per chi è stato da quelle parti, e i granai fortificati che si trovano nel sud della Tunisia. Negli anni cinquanta e sessanta furono progressivamente evacuati per via delle pessime condizioni igieniche nelle quali vivevano gli abitanti, prevalentemente piccoli agricoltori. Solo più di recente, negli anni ottanta, è ricominciato il ricondizionamento a uso abitativo, e nel 1993 è arrivato il riconoscimento dell’Unesco a patrimonio dell’umanità.
Patrizia ha ristrutturato molti dei sassi, che sono oggi luoghi ambiti di soggiorno. Per hobby gestisce un piccolo negozietto nella piazza antistante il Duomo, nel quale è possibile trovare borse, monili e oggetti d’uso quotidiano, tutto rigorosamente fatto a mano e prodotto con materiali di recupero.

Girare per le vie di questa città è un’esperienza unica. Il colpo d’occhio è magico. Un sole primitivo inonda di luce bianca ogni angolo, e quando viene sera tutto si tinge di rosa e violetto, fino a che non si accendono le luci gialle che la fanno somigliare a un presepe.

Raccontarvi che si prova a girare per questi vicoli millenari, a infilare la testa nelle grotte abbandonate, a osservare da lontano e poi da vicino le costruzioni che si accumulano l’una sull’altra in un reticolo inestricabile d’intrecci… è cosa inutile. Venite qui e fate il vostro giro, ma se posso permettermi un consiglio, lasciate stare le chiese rupestri e i luoghi affollati dai turisti e godevi il silenzio delle ore più calde, all’ombra di un muretto, lasciando il tempo scorrere lentamente.