Sotto il Gran Sasso d’Italia

Da L’Aquila ci muoviamo nel pomeriggio e facciamo tappa a Santo Stefano di Sessanio.
Il paese ha perso la torre trecentesca che ne era il simbolo durante il terremoto, ma è l’unico danno serio che abbia subito. Per il resto le case, costruite con le pietre come una volta, hanno resistito quasi tutte bene.

Siamo sotto il Gran Sasso d’Italia e ne approfittiamo per salire verso Campo Imperatore, dove l’altipiano circondato dai massicci montuosi offre una vista molto bella. La via prosegue con qualche tornante fino Castel del Monte, e poi alla bellissima Rocca di Calascio. Visitiamo il paese e poi saliamo al castello.

La sera ceniamo in agriturismo. Cena semplice e genuina, a base di prodotti del luogo: una magnifica zuppa di lenticchie (i legumi di Santo Stefano sono famosi!) e un bicchiere di vino rosso mi sistemano lo stomaco.
Il nostro ospite ha il carattere duro dei montanari e ha educato a sua immagine e somiglianza la donna ucraina che lo aiuta con gli avventori, ma ci tratta bene, e quando finisce la cena insiste per offrirci un goccetto di liquore alla genziana fatto da lui. Siamo gente alla buona, noialtri, che da bere non si rifiuta mai, e lui ne approfitta per raccontarci della torre, che aveva resistito ad altri terremoti in passato, ma qualche hanno fa alcuni architetti venuti da fuori avevano richiesto che il basamento in legno in cima, consumato dal tempo e dal passaggio dei turisti che salivano per vedere il panorama intorno, venisse sostituito con uno assai più sicuro in cemento armato. Così fu fatto, e la notte del 6 aprile alla prima scossa la torre si mosse da un lato e alla seconda, come una fionda, cadde rovinosamente sulla fiancata della casa di fronte, tirata giù dal peso della piattaforma.
“Gli antichi non lo sapevano come si doveva costruire allora? E chi l’ha fatto il paese? Gli antichi l’hanno fatto, no? Pare che erano fessi gli antichi…”.
Fessi non erano certo, e nemmeno supponenti, potrei scommetterci.
Comunque la torre la ricostruiranno, ci assicura. Il paese non può restare senza, e se non arrivano i fondi dallo Stato o dalla Regione, beh, vorrà dire che gli abitanti lo faranno per conto loro.
E potete scommetterci: se lo dicono lo fanno!