Il borgo del tempo ritrovato

La via prosegue attraverso un profonda gola.
Arrivo a Scanno in serata, in leggero anticipo sui miei compagni di viaggio e ne approfitto per fare un giro in città.
Quello che eleggo seduta stante a più bel borgo d’Italia mi accoglie con l’ennesima inattesa sorpresa: paese chiuso, processione in corso! Parcheggio la piccola nel primo buco che trovo e mi confondo nella folla radunata nella piazza centrale. Vecchi, bambini, giovani e adulti seguono l’evento. La processione passa davanti a me tra canti sacri e commenti degli astanti. Me la godo in prima fila!

La sera abbiamo modo di girare il paese con più calma. Un luogo magico, dove il tempo sembra essersi fermato a cinquant’anni fa. Scanno è il paese italiano come tutti l’abbiamo in testa, con le scalinate che collegano le piazze lastricate, i balconi affacciati alle vie ai quali è ovvio che siano appesi i fili per i panni. Ci si può immaginare le donne salire e scendere per le strade del borgo coi loro carichi di panni da lavare o i cesti di ortaggi e frutta sulla testa, gli uomini che si scambiano commenti da una bottega all’altra e fischiano al passare delle bella del paese, i bambini che giocano a palla nella strada e la rincorrono caduta giù per i vicoli in discesa…. più o meno tutto quello che avete visto nelle pubblicità del Mulino Bianco, insomma, ma dal vivo!
Peccato solo che tutto questo è solo fantasia, perché in paese il grosso degli abitanti son turisti, e di gente che lavora ce n’è poca, fatta eccezione per ristoratori e albergatori. Peccato, certo, ma con un po’ di immaginazione la magia c’è tutta e non passare di qui almeno una volta nella vita è un vero delitto, vi assicuro!

Rubo qualche scatto al maestro Pino Massara, tanto per darvi un’idea del luogo, dato che per l’occasione ho deciso di lasciare in hotel la macchina. Date un occhio qui sotto!