Tutti al mare

Da Santo Stefano imbocco la via per Navelli e al bivio prendo la scorciatoia per Popoli, che è più corta e passa più in quota. Sul tratto in discesa prima di arrivare in città ci sono ai bordi della strada copertoni che proteggono i parapetti. Deve esserci stata una gara automobilistica nei giorni addietro e la Carla tira fuori la sua grinta corsaiola e affronta i tornanti a tutta birra senza battere ciglio.
A Popoli c’è il castello e ci son le terme. Da queste parti ogni paese ha un castello. Se non hai un castello non sei nessuno. Se però hai anche le terme allora vivi in un posto esclusivo, niente da dire.
Devio per Caramanico: anche lì ci son le terme, perbacco!

Sulla via che corre sinuosa tra i colli passo davanti alle distillerie di centerba. Mai assaggiato? Un liquorino fine pasto leggero leggero: la gradazione minima che si trova in giro è settantotto gradi, praticamente alcol puro, ma qui ne vanno pazzi. Per me è rimasto un mito di gioventù: mi ricordo di essermene scolato una bottiglia con gli amici dopo una cena a Milano, da Giannino, un ristorante abruzzese in via Bixio… saranno passati vent’anni ormai… chi se lo ricorda di voi in ascolto?

Sotto Tocco da Casauria un gruppetto sparuto di pale eoliche gira lentamente, mimetizzata tra gli alberi nella boscaglia. Chi l’ha detto che deturpano il paesaggio? Dipende dove le metti, no? Io quasi le trovo piacevoli… E poi ditemi: i tralicci e la centrale sotto la cascata delle Marmore erano belli? Mah…

In paese comunque non c’è nessuno. Si vede però che si prepara la festa per la sera e Giovanni è intento a montare il suo banchetto di panini al piccione. Sul muro di fronte lo stanno a guardare Jim Morrison, Bob Marley, John Lennon e tutti gli altri, dipinti nero su bianco.

La strada corre ora tra gli ulivi, col massiccio della Maiella sullo sfondo. Siamo in terra d’olio.
Per pranzo ci fermiamo ai Tazz, una piccola osteria sulla discesa di Santa Eufemia con due tavoli praticamente sulla strada. Sull’insegna campeggiano due dita in segno di vittoria, due bicchieri di vino, in mezzo una bottiglia e dietro una botte… tutto un programma, direi. E infatti ci portano una porzione spropositata di acciughe freschissime (il titolare scende a prenderle a Pescara ogni mattina!) e un piatto altrettanto strabordante di spaghetti alla chitarra.
Il conto è quello solito da queste parti: l’equivalente di panino, acqua e caffè in quel di Milano. Menomale che di qui passiamo in quattro ogni anno, sennò chissà che ressa ci sarebbe… Continuate ad affollare le spiagge, mi raccomando, state alla larga da questi luoghi! Eheheh…

Quando ci rimettiamo in marcia siamo belli pieni, e per vincere la sonnolenza postprandiale mi faccio quattro risate con Jannacci, Cochi e Renato che hanno visto un re… dato che mi sembra in tema, ve la regalo qui, assieme alla mitica Gabriella Ferri con l’altrettanto mitica “Tutti al mare“!