Cosplay

Scendendo la via dell’Orsigna mi immetto di nuovo sulla Porrettana fino al paese che le dà il nome. Porretta Terme è una cittadina tranquilla, con quell’aria decadente che hanno ormai tutti i centri termali d’Italia, ma mi riserva una sorpresa.

Mai sentito parlare di Cosplay? Non sapete cosa sia? Io adesso l’ho scoperto, e sono diventato sul momento più giovane di dieci anni! Sta per costume play (me l’hanno spiegato… ovviamente) ed è una specie di carnevale del fantastico, dove i personaggi sono quelli del mondo fantasy, dei fumetti e di ogni genere di cosa che sia ispirata al Giappone, dai videogiochi ai manga. Se volete farvene un’idea anche voi fate click qui!

Lasciati i folli in costume a divertirsi, eccomi di nuovo sulla Porrettana, questa volta in direzione Firenze.

Incrocio motociclisti che si salutano tirando fuori le due dita in segno di vittoria e ho la tentazione di fare altrettanto. Per abitudine e per solidarietà. Quel gesto è più raro di una volta ma resiste. Su ogni valico montano e per le valli di tutta Europa, ovunque ci siano curve troverete motociclisti che si salutano incrociandosi. Chi caccia un piede, chi sfanala, chi molla il freno in piena curva pur di alzare quelle due dita, chi si sporge in piega, chi fa un cenno anche solo col capo. Comunque sia quel gesto di appartenenza alla classe è sentito come un dovere, e ha il piacere della complicità nel divertimento, della sicurezza di non esser soli in caso di bisogna e dell’appartenenza comune a quella casta smargiassa e maledetta.

Passando da Pavana, un gruppetto di bambini mi saluta da un parapetto quasi fossi Miki Biasion ai tempi d’oro sulla sua Delta S4.

Qui abita Francesco Guccini e leggenda vuole che bussando a casa sua capiti che vi offra un bicchier di vino. Per oggi lo lascio in pace, anche se il piacere che due chiacchiere col vecchio mi darebbero sarebbe grande.

Scendendo verso la pianura il paesaggio cambia e i faggi e i castagni lasciano spazio a ulivi e cipressi. C’è il sole a illuminare la valle e sulla collina una villa patrizia domina austera il panorama.

Arrivo a Firenze sulle note de “La locomotiva”, con la Poderosa lanciata a bomba contro l’ingiustizia!