Vile, tu uccidi un uomo morto!

Prima tappa del mattino il simpatico gommista vicino all’autostrada, per riparare la gomma andata. Operazione veloce, anzi, velocissima, e dopo la sosta tecnica di nuovo in moto.
Seguo per la Via Fancigena, che qui diventa Via del Volto Santo e attraversa la Lunigiana per poi sbucare in Garfagnana e scendere verso Lucca.
L’itinerario è ricco di castelli e borghi. Faccio una prima rapida sosta a Bagnone, poi seguo per Licciana Nardi e Fivizzano, dove due vie centrali sono curiosamente dedicate a Luigi Veronelli e al generale Bernacca (proprio quello delle previsioni del tempo, sì!).

Tra curve e prati verdi arrivo a Castelnuovo in Garfagnana, dove si parla di fotografia: si tengono in questi giorni le mostre per l’annuale Portfolio dell’Ariosto. Nella bella rocca in centro al paese sono esposte le opere dei fotografi premiati e una interessante raccolta centrata sul rapporto tra fotografia e diritto alla privacy. Faccio in tempo anche ad assistere alla lettura del portfolio di alcuni capaci amatori e imparo qualcosa dalla brava Renata Ferri.

Sulla via per l’Orsigna, dove conterei di fare tappa, devio per Gavinana, dove fervono i preparativi per la commemorazione della battaglia che qui si combatté il 3 agosto del 1530, quando Francesco Ferrucci, al comando di tremilacinquecento uomini, sfidò in difesa di Firenze le ben più numerose truppe imperiali di Carlo V. La battaglia vide la sconfitta dei fiorentini, fino ad allora invitti, e la morte del loro comandante.
Ferruccio, quando ormai gli eventi volgevano al termine, cadde ferito a morte, e Maramaldo, uno dei comandanti delle truppe imperiali lo fece trascinare fin sotto al palazzo comunale per infliggergli davanti a tutti quel colpo di grazia che rese il suo nome sinonimo di vigliaccheria.

Per l’evento tutto il paese è in costumi d’epoca e l’intera sequenza dell’uccisione del Ferrucci viene riprodotta, tra le battute sarcastiche dei figuranti e degli astanti, che commentano gli eventi con toscanissima sagacia.
Dulcis in fundo, esibizione dei Falconieri del Re, con barbagianni, falchetti e poiane, indi tutti a dormire!

Prima di andare a letto, “Re Carlo che torna dalla guerra“.