Scampia, Italia.

Nel novembre 2010, assieme all’amico fotografo Andrea Brera, che lì ha realizzato un suo bellissimo reportage, sono stato a Scampia.

Per curiosità e perché mi piace l’idea che per parlare delle cose bisogna prima toccarle con mano.

Avevo infatti in programma di realizzare uno spettacolo teatrale che parlasse del vivere in questo angolo d’Italia del quale il resto del Paese ha deciso di fare a meno.
L’idea mi era venuta leggendo un libro passatomi proprio da Andrea: “Manuale del perfetto venditore di droga. Romanzo con business plan.”, di Alessandro Esposito.

A farci da Cicerone tra le Vele, le Case dei puffi, il campo Rom sotto l’asse mediano, l’opera Don Guanella, il parco, il mercato, la scuola occupata e i palazzi anonimi c’era Ciro. Ciro, che di cognome fa Corona, lavora per un’associazione che tra le varie cose organizza percorsi di legalità per i ragazzini che vivono a Scampia. In parole semplici lui e chi lavora con lui vanno a prendere i ragazzi a casa, li seguono nel loro iter scolastico e cercano di insegnare loro che esiste anche un modo onesto per vivere e guadagnarsi il pane. In un posto dove fin da bambino t’insegnano che se non fotti il prossimo sei un coglione, quella di Ciro e dei suoi mi è sembrata un’impresa titanica, degna di tutta la mia stima. Così, tornati a casa, io e Andrea abbiamo raccolto un po’ di amici sui quali sapevamo di poter contare e, piano piano, abbiamo cominciato a lavorare all’idea di raccontare a Milano che, ottocento chilometri più a sud, in una terra dove tutti pensano che ci sia solo droga e delinquenza, vivono alcune decine di migliaia di persone che cercano di fare una vita normale. E in mezzo a queste persone ce ne sono centinaia e centinaia che si battono perché la propria terra sia un posto migliore dove stare. E la terra di queste persone, che per noi così lontani si chiama Scampia, per loro si chiama Italia, si chiama casa.

Gli amici con cui ci siamo messi al lavoro sono Andrea Tammaro, Gabriele Villa, Cesare Giuzzi, e via via a loro si sono aggiunti altri amici e persone che abbiamo incontrato lungo il percorso. Così, quello che doveva essere un piccolo tributo si è trasformato pian piano in un evento la cui portata è andata ben oltre le nostre aspettative: un mese intero di incontri, mostre, presentazioni, concerti, spettacoli e proiezioni, “per raccontare l’altra faccia di Gomorra: la Scampia che resiste e non si arrende”.
A Milano, perché Milano è sempre più terra di conquista da parte della criminalità, e non arrendersi a Scampia, difendere il territorio, diventa allora un modo per difendere Milano, così come Roma, Palermo, Bologna, Firenze, Venezia, Torino e l’Italia intera. Perché ogni pezzo di terra lasciato al nemico è una roccaforte in più da smantellare, una ferita in più da medicare prima che diventi cancrena.

Ai molti appuntamenti, il cui lungo elenco è consultabile sul sito che abbiamo creato, all’indirizzo www.scampiaitalia.it, hanno preso parte molte persone che hanno dato la loro disponibilità, a cominciare da Alessandro Esposito, autore del libro da cui è partito il tutto, il quale col suo spirito intraprendente è entrato a pieno titolo nel gruppo degli organizzatori. E con lui Ciro Corona, che assieme a Don Aniello Manganiello e a Daniele Sanzone degli A67 (che hanno aperto l’evento col loro concerto), sono venuti a presentare il progetto Scampia Trip. E ancora Sergio Nazzaro, Davide Cerullo, Fabio Abati, Igor Greganti, Pasquale Passaretti, Bruno Bigoni e Valerio Spada, che hanno portato il proprio contributo, chi come fotografo, chi come scrittore, giornalista, documentarista, attore. E Giovanni Pelloso, critico, fotografo e giornalista, che ha condotto l’interessante incontro con Valerio Spada e Andrea Brera, autori entrambi di reportage in terra di camorra, alla scoperta della loro esperienza diretta nel rapporto con le persone, i luoghi, le sensazioni. E ancora la Pina, di Radio DJ, la quale con entusiasmo ha accettato di condurre una serata dedicata al fenomeno neomelodico, assieme ad Armando Sanchez, di Radio Studio Emme. E tutti gli ospiti di primissimo piano che hanno animato l’incontro al Circolo della Stampa, nel quale si sono discussi i problemi del giornalismo d’inchiesta di fronte alla criminalità: Roberto Bichi, presidente della 1° sezione civile del Tribunale di Milano, l’avvocato Raffaele Della Valle, i giornalisti Giovanni Negri, Alberto Spampinato e Renzo Magosso. E Alessio Galbiati e Roberto Rippa, di Rapporto Confidenziale, i quali hanno dato il loro contributo con una rassegna cinematografica ricchissima di documenti di assoluta qualità e di curiosità da non perdere. E Paola Savoldi, che con Daniela De Leo ha organizzato il seminario di apertura sull’urbanistica delle periferie. E Rebecca Travaglia, che ha curato la grafica del materiale promozionale. E Annalisa Corbo e Rossella Savino, che hanno tenuto i rapporti con la stampa. E ancora Melina Scalise, di Spazio Tadini, Deborah De Bernardi e tutto lo staff di Areapergolesi/Maison Fou, lo staff di Palazzo Granaio, del Bitte, dello Spazio Frida, dello Spazio A, il Susp, Virgolaz, i DescargaLab e i gruppi di Baggio e del Giambellino e tutti gli altri che qui non posso citare per questioni di spazio ma che hanno contribuito alla realizzazione di questo bellissimo evento, ai quali per questo va tutta la mia gratitudine.

Un’ultima nota: lo spettacolo da cui era nata l’idea di mettere piede a Scampia è stato realizzato. S’intitola “Benedetto colui che”, trae il nome da una delle fotografie del reportage di Andrea Brera alle vele e a questo link ne trovate una breve presentazione.

Features Stats Integration Plugin developed by YD